Trips I Take On Google Earth

Trips I Take On Google Earth

Il mio progetto fotografico dedicato alle donne di tutto il mondo, cercate su Google Earth e fermate con degli screenshot fatti con l’iphone.


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“Questa idea dei viaggi virtuali è strettamente collegata alla mia passione per la scrittura. Normalmente, per scrivere, ho bisogno di ispirarmi agli altri. Mi piace uscire di casa, guardare la gente nella sua quotidianità, immaginare, ricostruire con la mente. Carpire dettagli nel modo di essere, di vestire, di muoversi, che possano raccontarmi una provenienza, un’appartenenza. Così, quando non posso fare lunghe passeggiate, o quando vorrei fare un viaggio e non posso permettermelo, vado su Google Earth. Uso l’app per iphone. Di solito preferisco scegliere mete a caso. La app si apre e si vede la terra, e più le dita allargano lo schermo, più sei vicino. Appena compare una città, io “entro”. Mi muovo tra le strade, mi perdo.
Ma in sostanza mi soffermo maggiormente a godere dei luoghi in cui è presente un soggetto femminile. Per due motivazioni principali: ho la sensazione netta che la presenza di una donna possa rendere importante ogni luogo. Mi sembra che il solo fatto che su un muro bianco avvenga il passaggio di una ragazza, distratta, renda quel momento prezioso. Percepisco e ritrovo la mia fragilità, di dovermi confrontare col mondo. Preferisco infatti le ragazze che camminano da sole. E poi, la motivazione più profonda, la spiega, meglio di quanto potrei mai fare io, De Andrè nella sua bellissima canzone “Le passanti”:
Io dedico questa canzone ad ogni donna pensata come amore (…) A quella quasi da immaginare, tanto di fretta l’hai vista passare, dal balcone a un segreto più in là. E ti piace ricordarne il sorriso che non ti ha fatto e che tu le hai deciso in un vuoto di felicità. (…) si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere.

Ogni volta che “incontro”, nelle strade del mondo, una donna che mi colpisce, io mi innamoro. Non fermo neanche le coordinate geografiche per ritrovarla sull’app. Perché voglio perderla, come l’ho trovata.Voglio fermarla nel mio ricordo. Fare uno screenshot e lasciarla andare.

Cerco di dare un valore estetico alla foto, un taglio che possa spiegare al meglio l’emozione del mio incontro.

Ad ispirarmi quindi sono prima di ogni cosa loro, le passanti, le loro caviglie, il movimento del corpo, la testa china quasi sempre sul cellulare, e i loro colori, che si fondono con i colori del posto che fa loro da sfondo. Quando tutto sembra vivere in funzione della loro presenza, allora quello è uno “scatto” perfetto. E nasce la voglia di dire a tutti, condividendolo: ecco chi è il mio amore, oggi.”

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