La luce.

La luce.

Da quando scrivo ho imparato ad usare pochissimo le parole. A non usarle per mentire, per convincere, per raggirare, per darmi ragione. E più io le conservo come tesori sacri, più ne raccolgo a migliaia per strada, rotte, non funzionanti, perse dalle mani e dalle labbra di qualcuno.
Più le avvicino mute all’orecchio di chi amo, più vengo lapidata da grida estranee, da finte poesie, da bravi oratori.
Il suono stordisce, esplode, è un tuono, rompe in due la mente. Ma prima, sempre, arriva e chiarisce, smentisce, il silenzio della luce.

Ph. Theo Gosselin

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