La fine del mondo.

La fine del mondo.

Dall’alto.
Vedevo, corporeo, l’istante esatto in cui gridavo.
Ostie rosse sparse sul pavimento.
Può salvarmi il tuo sguardo sereno.
Dimmi che respiri quando io trattengo il fiato,
per non rubare a te la crosta dell’affanno.
Che il vento raccoglie giorni come fiori dal tuo capo.
Che ad ogni passo senti la lava implorare perdono.
Soffia le stelle che tamponano le ferite.
Ho visto fondali nudi di silenzio.
Immersa nel più vasto dei mari.
Contraendo in doglie le sfortune.
Ho visto onde immobili salire in scale sui miei sogni.
E arcobaleni liquidi sulle dita che hai ferito.
La fine del mondo è il semicerchio esatto
che disegno calpestando il mozzicone sull’asfalto.

Luciana Manco
Ph. Laura Makabresku

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