Il mio bigliettino.

Il mio bigliettino.

Quando qualcuno piange sul treno, io non so mai cosa fare. Perché sei costretto ad essere presente ad un dolore che non conosci e che non puoi curare in nessun modo. Però dalla seconda volta che mi è successo, ho iniziato a lasciare dei bigliettini. Appena prima che uno dei due scenda dal treno, io gli do il mio bigliettino. Con parole semplici. Le prime che mi vengono. Perché io credo che nel dolore siamo tutti uguali. Che esternarlo ci renda ridicoli, a volte, e che ci punti mille riflettori di pietà addosso. Ma che si possa ritrovare un nanosecondo di pace se un’altra persona, anche se estranea, ti avvicina le dita agli occhi per non farti accecare.

Ph. Suji Park

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