Giorno di mercato.

Padre di luce,
proietta il natale sul mio giorno di gesso.
Paese di lume,
progetta il mio fiato, fa che sia ordinato.
Memorizza le foglie
che ho scritto di orme e di vetro.
Riassetta il mio letto,
cantando l’inno del coraggio.
Che male agli occhi,
quando il sole spreme il succo del terreno.
Che gioia goffa,
quando tengo fermo con le mani il mio sogno deformato.
Fa che sia già giorno di mercato,
che la frutta beva le mie dita.
Che esista un figlio per mio figlio,
e che sia nato dal peccato.
Del tuo costato, leccando i morsi del diavolo,
si è preso cura il mio silenzio.
E la Madonna, dilatando del buio il parto,
con viso liquido ti guarda.
Si curva.
Seduce.
Ph. Laura Zalenga