Il corredo.

Il corredo.

 

Mi fanno da corredo, li espongo al paese, i tuoi mille occhi ed i fuscelli delle ossa, che non scaldano neanche un secondo d’inverno. E credo di essere ricchissima, ma mi chiamano povera, mi dicono “non hai niente”. Perché ti vedono da sotto, rosa altissima. E da sotto sembri un filo spinato, una prigione. Non il mio letto di seta che bacio tra i petali. Non il solo odore che il mondo vorrebbe indossare.

Ph. Maren Celest

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