Conosco.

Conosco.

Il sonno mi risucchia come acqua e pane.
Con la stessa necessaria inutilità dello sfamare.
Con la stessa necessaria bellezza dello scomparire
per esserci nella sostanza.
Conosco.
L’urgenza e la pazienza dei pazzi e delle madri,
che aspettano il loro sole dietro i vetri della stanza.
E passano le stagioni e i mal di schiena.
Ma non passa la commovente legge della natura.
L’amore disperato e scosso che non sa abbracciare,
che non sa imbracciare niente.
L’amore puro e di ruscello di parole sgranate come melograni.
Senza una ragione che non sia il rosso
e il sapore fastidioso amarodolce sotto i denti.
Così affronto la notte,
meditando e scampando alla morale.
Gli occhi socchiudono la notte.
E il silenzio
di tasti plastici che fanno rabbia.
Ma che amore c’è nel volo trascinato di un input di trincea.

Luciana Manco
Ph. Neil Craver

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *