L’ora sacra.

L’ora sacra.

Io non so dire con parole eterne quello che è stato, quello che sarà.
Io non conosco le sfumature, l’incrinarsi.
Non conosco lo sbadiglio, il prezzo delle cose, la poesia.
Conosco l’assoluto, il boato, il non ritorno.
Il sonno eterno, il furto, la rovina.

Sei triste? Mi chiedi. E sono triste, ma dico: No.
Perché tengo lontani gli incidenti dei miei passi
dal tuo cuore perfetto.
E la paura di morire che mi prende
quando mi copro col tuo vivere fino alle orecchie.

Poi sei qui e ho smesso di avere ricordi.
Sono solo un grumo di gioia,
un arco teso d’eccitazione e pianto,
un confine tremante tra la follia e il mondo,
una mano che volta il tempo come un foglio.

Questo è il mio privilegio:
Amare come se fosse sottrazione,
come se fosse l’alterazione della forma,
il risucchio dei sentimenti degli altri.
Amare per sopravvivenza.
Amare perché niente importa.
Non c’è neanche un segnale.
Anche il fumo ci tradisce.

La mia paura,
la più bianca delle cose,
la mia casa,
l’ora sacra.

Ci separa solo un mattino.
Ma è senza distanza
e ci aderisce al corpo.

Luciana Manco
Ph. Martina Matencio 

 

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