I muri intorno.

I muri intorno.

E certo che ti sentivi a casa. Ti costruivo io i muri intorno, e apparecchiavo seni e dita per il tuo ritorno, e non servivano le chiavi, che qui era, per te, un nido sempre aperto, impastato della mia saliva e dei rametti delle ossa, che mi crescono dentro, che mi tolgono il respiro ad ogni germoglio.

E mi facevo portare, come fa il cielo con le rondini, che ora invece mi giudicano, come se fossi una stagione calda che rinnega il sole.

Che poi il cielo non si ricorda niente.
Le rondini non si ricordano niente.
Tu non ricordi niente.
Chi può vedere tutto se ne dimentica.

Ph. Yougo Jeberg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *