Dio, ti prego, non farmi mai essere paziente.

Dio, ti prego, non farmi mai essere paziente.

La pazienza è quieto vivere. E’ mancanza di coraggio. E’ timore. E’scontentezza. E’ delusione. Si è pazienti quando si è costretti a tacere. Quando qualcosa ti conviene. Quando qualcosa ti serve. Non c’è niente di saggio né di giusto, nella pazienza. E’ una sconfitta, una sudditanza, un favore. Una presa per il culo. Un involucro intatto stracolmo di parolacce, di calci, di testate. La pazienza ha anche un suono orribile. Severo. Che strappa. Appuntito. La pazienza è una parola ricoperta di aghi. Di giusto, nella pazienza, c’è solo Andrea. E non c’è più, infatti. Perché la pazienza uccide quando ti si cuce addosso, ti costringe, ti spinge la testa nel cesso. E’ un atto feticista, sadico, perverso. Ma di quelli che non eccitano nessuno. Di certo non eccita me. Non ho pazienza nemmeno nelle cose belle. Pèrdono di valore. Di colore. Se devo aspettare per essere felice, ho già smesso di esserlo.

Ph. Neil Craver

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