Il chirurgo.

Il chirurgo.

Io non credo che la scrittura sia liberazione, che sia catartica. Io quando scrivo tremo, mi si annoda lo stomaco. Più che liberarmi di qualcosa, me la lego con mille punti di sutura al cuore. Ogni lettera affonda ed esce dall’altra parte. Tiene. Non lascia andare niente. La scrittura non mi rilassa. Mi tende come un nervo che deve tenere in piedi il mondo. Mi terrorizza. Mi riversa addosso una mole di lavoro da chirurgo che non voglio. E devo stare attenta, ogni secondo, a non morire per mano mia.

Ph. Anna O.

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