25

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Ed è già l’alba.
Strisciando contro i muri del tuo dolore clandestino.
Bevendo fumo in croce sopra un fuoco spento.
Assente e perenne.
Aria.
Niente.
Da queste gambe è nata la guerra contro il tempo.
Su scorie di carezze,
su fogli di catastrofe.
Sparlando e sconfinando.
Inchiodando il Padreterno.
Che sia salvezza e inizio questa partenza.
Questo inchiostro.
Che sia un’arena aperta la mia vita,
il tuo rimorso.
Che esista l’aldilà se non esiste l’oggi,
se non esiste il pianto.
Perchè il sonno acceca il buio con la sua ombra.
E una piccola donna rovista nella tasca vuota della sua fatica.
E racimola parole da succhiare dalle dita.
Come briciole di pane che rendono il pettirosso madre.
E le mani tremano, saldate alla ringhiera.
Quando il cielo si schiude in rose
troppo lontane e troppo false per sanguinare.
E’ questa la notte delle attese.
Ma gli alberi gocciolano acqua.
E l’inverno non basta a gelare.

Luciana Manco
Ph. Linnnn 

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