La stanza.

La stanza.

Sei l’essere. Il fare. Il dire. Il sacrificare. Il corpo e il colpo. La tasca bucata che cerco quando ho freddo, perdendo chissà dove tutti i miei portafortuna. Il suono che fa rima con me. Il vuoto corrosivo. Il miele avvelenato. Il male che mi abbaglia quando chiudo gli occhi. Raccontami di te. Racconta me, tua, di te. Prima che io protegga anche l’ultima parola. Prima che la stanza metta su pareti, seppellendomi di alberi.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *