Il servitore.

Il servitore.

Terra bianca e il mio silenzio scalzo.
Ombre di uccelli che non vedrò della specie dei Pensieri.
Radici di risate nella mia tosse asmatica.
Corridoi di castelli, di umidità e di regine agli angoli.
Il servitore scrive.
Con il sangue ed una penna d’angelo.
Il suo patto segreto con la povertà
Ed il regale seno bianco.
Affonda.
Mani tra i capelli.
Sesso nel sesso.
E coltelli alle spalle.
Ed è sbagliato solo il suo minuto e mezzo di ritardo.
La lampada ha smesso di tremare.
E’ lucida e nitida.
E’ ragione di armatura muta.
Striscio e sono prigioniero graziato.
In cerca di sbarre per ritrovarsi.
Per sfidare i sogni.
Per aggrapparsi.
Non serve a niente il cielo se non lo hai atteso.
Tu di colpo chiudi gli occhi per giocare.
Con il lupo affamato sotto il letto.

Ph. Laura Zalenga

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.