2030

Potremmo anche dimenticare le notti armate di respiri.
Le bugie condensate negli occhi.
La fatica di risalire.
Il peso del lavoro sulla nuca.
Il sogno messo al mondo senza vita.
Ed è così, che mascheriamo i fallimenti.
Succhiandoli dalle cannucce, soffiandoli dal naso.
Sempre così che giochiamo alla poesia.
Rimbalzando di parole tra la sponda ed il primo cuore.
Che tutto è solo muscoli, sangue, denti.
E le tue venti o trenta anime da domare.
Perchè siano degne di altri petti.
Perchè di te poi cos’altro rimane.
Il letto sfatto, le calze da cucire.
E i venti trenta sguardi che hai tradito per non morire.
Ph. Wen Yu-Chun