Sono io.

Perdona il suono ferroso delle sette.
Soffia sul caffè per farlo durare.
Guarda il cielo vuoto nel mio seno.
Per te. Era tutto per te.
Le luci bianche nelle piume.
La bocca nuda sotto le premure.
Chinandomi.
Toccavo le tue tempie come toccare di Cristo il ventre.
Spingendo impalcature di specchi intorno agli occhi.
Sono io.
Nient’altro che niente, che altro.
Nient’altro che palmi stretti, che palmo su palmo.
Sei il santo che storpia la luna.
La prostituta che ingoia le stelle.
Il pianto che slaccia il vento.
L’amante di Giuda sul letto.