Il personaggio.

Hai accettato il mio ruolo.
Di abbagli sfatti e pettini è il mio risveglio.
Di colazione calda di seno.
Per sei giorni aspetto il non arrivo del settimo giorno.
Premi che avrò se saprò barare.
Ferma in congegni fermi.
Sotto il silenzio di una chiesa ferma.
Gettata contro il tempo.
Al contrario.
Scagliata contro Cristo.
Io non lo vedo.
Uomini di normale peso spengono il suono.
Spingono il suolo.
Cannibali di corpi da amare in un quarto d’ora.
Ed emigrare ai margini di un letto grande quanto un’isola.
Timori in retromarcia, dietro la curva.
Ed io qui cosa ci faccio?
Se non ho tempo per fermare il tempo, qual è il mio ruolo?
Se le mie mani toccano soldi, con cosa toccherò il mio cibo?
Maledetto è il mondo dei passi in ferrovie di obblighi.
Maledetto è il vuoto accanto al viso degli amanti.
Per pesanti distrazioni ho intrappolato per sempre il sonno.
Non si può ignorare la logica di un vetro di respiro.
L’espiazione è il senso del peccato.
L’immortalità è nel guanto dell’assassino.
L’invincibile rete di metallo.
E’ musica bianca di martello.
Illusioni verdi di ruggito in prato inglese.
La leggerezza è sabbia di dolore.
Correndo intorno al niente posizionando mondi.
Ph. Theo Gosselin