Il Festival.

Il Festival.

Il Festival quando c’eri tu. Io ero troppo piccola per capire, tu troppo grande per dimenticare. La cucina che sa sempre di te, anche oggi. La poltrona un palmo aperto sotto il tuo peso. “Lo vede anche lo zio in Germania”, dicevi. Per te l’Eurovisione era un miracolo che univa gli occhi di chi amavi nello stesso punto. Io lì, in quel punto, ritorno, ogni anno. Perché sono fatta di nostalgia. Non sono attenta alla voce che stona, al vestito sbagliato. Non chiamo troia una donna perché è bella, ricordo quello che mi hai insegnato. Io non credo nella musica che sento. Ma sento te, e di questo mi accontento.

Ph. Vivian Fu

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