Ora.

Ora vuoi andare via.
Hai infilato le mani nei miei giorni,
stretto il cappio al mio depresso orgoglio,
maneggiato il mio passato di gomma,
bevuto il nutrimento dalle mie dita.
E ora ti volti,
ed io ti giro intorno.
E tu ti togli gli occhi,
per negarmi un ricordo.
Di quale luce ha parlato il saggio,
quando ha scelto di accecarmi?
Quale colpa dovrà pagare
Chi mi ha fermato i polsi?
Ora tu sei fallimento,
una stagione morta,
il declino del tempo,
il riflusso del canto,
l’armonia del fuoco spento.
Ora io sono il resto,
le calze sul pavimento,
l’appuntamento perso.
Il messaggero morto in viaggio.
Ora noi siamo micro isole nel mondo.
Siamo sogni strappati nel mezzo.
Biglietti di ritorno.
Spaventapasseri al centro dell’universo.
Ph. Brooke Shaden