17+1

Mi piego su me stessa
perchè è più facile così guardarsi dentro
nella trasparenza del dolore
che ti attraversa come un inganno
di ghiaccio e plastica
di acqua stagna.
Perdendo il petto, perdendo le ossa.
Come un fragile manichino di nebbia.
Senza consistenza.
Da toccare per aggredire.
Da rompere per giocare.
Perchè se l’odio genera altro odio io non so creare.
Dormo e attendo respiri lenti in gola.
Il martire buongiorno di chi non doveva svegliarsi ora.
Con quale piede ritorni sulla terra?
Véstiti di abitudine e bevi il tuo caffè amaro.
Poi scendi le scale e sali su un altro giorno
che guida con prudenza nel deserto.