Manco.
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Manco. Luciana Manco
Dicembre.

Dicembre.

Mi hai costretta a mandare indietro il nastro. Dandomi indietro la caparra dei sogni. E per la prima volta ho ascoltato. Il suono della porta d’uscita. Il freddo denso delle scale in discesa. La furia immobile dentro i pugni serrati. Con la mia vita in ombre sotto i piedi. Ho trascinato i colori nel bagagliaio. …

Si.

Si.

Genitori pallidi di arte inespressa in espressioni folli. Sferro pugni al buio che mi risponde in sbadigli. Due passi indietro ed uno di lato e sono punto a capo. Nel mio angolo di luce di fiammifero. Di soffio assassino. Di mani barriera che bruciano. Che amano. Sai che nei tuoi piedi c’è la rincorsa e …

manco.

manco.

Nido di bocche aperte la tua casa. Oro grezzo la tua schiena ferma. Cigola di rabbia il mio letto. Perché non posso far divampare gli occhi, pagarti in sogni, maturi come pesche? La libellula di luce intinge i polsi nell’inchiostro sbavato del sonno. Ed io tremo, soffoco, muoio Sui capelli bambini del grano. Luciana Manco …

Conosco.

Conosco.

Il sonno mi risucchia come acqua e pane. Con la stessa necessaria inutilità dello sfamare. Con la stessa necessaria bellezza dello scomparire per esserci nella sostanza. Conosco. L’urgenza e la pazienza dei pazzi e delle madri, che aspettano il loro sole dietro i vetri della stanza. E passano le stagioni e i mal di schiena. …

Dio.

Dio.

Voce di tatto e acqua verde i muri. Tu nel creato. Compiuto miracolo. Argento colato sull’asfalto. Bruci la sete. Compiangi la sete. Comprendi la sete. Noi insieme e casti. Merce e volto del mondo. Indice dello stupore. Mare battezzato dalla bocca dell’uomo. Noi. Del silenzio il tratto del poeta. Del potere il sogno invecchiato. Siamo …

Al centro.

Al centro.

Senti me. Che le coperte fanno scudo al freddo, ma d’ovatta incubano le tensioni. Come fosse un male inanellare parole. Come se vivere rendesse diafane le guance. Fare il bucato, stendere i fili e già profumare, come un sabato mattina alle ore undici. Senti me. Urlare voli di capelli sull’angolo buio della strada. Rossa la …

La fine del mondo.

La fine del mondo.

Dall’alto. Vedevo, corporeo, l’istante esatto in cui gridavo. Ostie rosse sparse sul pavimento. Può salvarmi il tuo sguardo sereno. Dimmi che respiri quando io trattengo il fiato, per non rubare a te la crosta dell’affanno. Che il vento raccoglie giorni come fiori dal tuo capo. Che ad ogni passo senti la lava implorare perdono. Soffia …

L’eco.

L’eco.

Così mi salvo. Piegando la notte su se stessa, otto volte. Bevendo a becchi piccoli il latte dell’alba nuova. Anemica e a sensi tesi dopo il mio latrato. E’ sete eppure insistente pioggia. Superstite di ogni lotta, la mia storia sulle ginocchia. Eppure ho inventato il seme che ha germogliato il rosso sulle bocche. Ora …

25

25

Ed è già l’alba. Strisciando contro i muri del tuo dolore clandestino. Bevendo fumo in croce sopra un fuoco spento. Assente e perenne. Aria. Niente. Da queste gambe è nata la guerra contro il tempo. Su scorie di carezze, su fogli di catastrofe. Sparlando e sconfinando. Inchiodando il Padreterno. Che sia salvezza e inizio questa …

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