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Manco. Luciana Manco
Sete.

Sete.

Come puoi avere sete? Ho visto nascere da te la censura eterna degli ulivi. E silenzi quasi intatti di un viso palpebra di Dio. Tutto ti è sembrato indegno, eppure arretrano i mari per piangerti d’inverno. Eppure io ti guardo e sei un minuto immutabile. E sei foglia aspra da cui bevo. E hai sete. …

Il Creatore.

Il Creatore.

Hai riempito gli spazi. Arginato i flussi. Con ciò che non volevo. Pesante e dolce, come la pietà. Nudo al centro di cento corone. Il prodigio ritinge il suo Creatore. Vado a svendere i miei progetti al perdono. Santa. Ebbra. Falsa. Tornando dal freddo come da una madre persa. Con il suono inquietante dell’eterna infanzia. …

Superstite.

Superstite.

La parola sepolta germoglia dalla bocca. Occhi inutili di fuligine. Non tremano più i polsi. Quando su me passavi. Indietreggiando di baci i secoli. Tu mi vedevi, sufficiente al niente, lasciar la terra per le tue mani. La prefazione a questo. Al fumo immorale dei vent’anni. Alle mie ciocche nere sul cuscino. Orfane di dita …

Il Deserto.

Il Deserto.

Ogni sacramento nel tempo raffermo. Ogni primo giorno, ogni ultimo giorno. Ogni passo falso, ogni colpo al cuore. Per centoventi anni a oltranza. Per le due sedie intorno al nostro divagare, per la canzone che ti accende gli occhi, per le mura trasparenti del tuo orgoglio. Amami e torna, che ho visto il volo delle …

2030

2030

Potremmo anche dimenticare le notti armate di respiri. Le bugie condensate negli occhi. La fatica di risalire. Il peso del lavoro sulla nuca. Il sogno messo al mondo senza vita. Ed è così, che mascheriamo i fallimenti. Succhiandoli dalle cannucce, soffiandoli dal naso. Sempre così che giochiamo alla poesia. Rimbalzando di parole tra la sponda …

Sono qui.

Sono qui.

E intanto ingoio bocconi di ghiaccio Perché nessuno dovrà sapere. Del silenzio, degli occhi chiusi, del lebbrosario in cui sei me. Siamo sul confine. Siamo sul confine. Ed io non sono mai tornata indietro. Mi corteggi come il male. Con poesie che so a memoria. Ho già scelto. E’tutto nelle mie mani. Sto aspettando il …

Da oggi.

Da oggi.

Vedi, adesso. Io sono gesti scaduti. Un pavimento d’orme. Che nessuno preme più. Conto in fogli le mie rinunce che mi hanno resa alta. Eppure da qui non archivio più ricordi. Non scelgo più i ricordi. Per fortuna mi hai uccisa senza farmi morire. Ph. Kimber Beck

Generazionedegenerazione.

Generazionedegenerazione.

A trent’anni avrò parole staccate dalle tazze. Un cappuccio di lettere storte da scordare sul treno. E dire ancora: non è successo niente. Quando niente sarà successo. E se vorrò bere vino rosso, esplodere su una bomba, urlare contro un drago, ci sarai ancora tu a rianimare di cianfrusaglie il mio senza, il mio vuoto? …

La morale.

La morale.

Vuoi raccontarmi ancora di come hai tratto in salvo la vita dei dispersi lasciando me nel fango. E ancora raccontarmi del suono di richiamo che finge il cervo madre per poi trucidarlo. Tu hai solo da insegnare il tacito consenso che uccide la morale. Il fiato di ritorno che si ingoia urlando contro il mare. …

Ora.

Ora.

Ora vuoi andare via. Hai infilato le mani nei miei giorni, stretto il cappio al mio depresso orgoglio, maneggiato il mio passato di gomma, bevuto il nutrimento dalle mie dita. E ora ti volti, ed io ti giro intorno. E tu ti togli gli occhi, per negarmi un ricordo. Di quale luce ha parlato il …

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