Manco.
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Manco. Luciana Manco
Dio, ti prego, non farmi mai essere paziente.

Dio, ti prego, non farmi mai essere paziente.

La pazienza è quieto vivere. E’ mancanza di coraggio. E’ timore. E’scontentezza. E’ delusione. Si è pazienti quando si è costretti a tacere. Quando qualcosa ti conviene. Quando qualcosa ti serve. Non c’è niente di saggio né di giusto, nella pazienza. E’ una sconfitta, una sudditanza, un favore. Una presa per il culo. Un involucro …

Cani.

Cani.

E ci insegnano a vivere come vivono i cani. Leccando gli avanzi della vita degli altri. Chiedendo carezze alle mani dei passanti. Perché è nata con noi la ricerca della cura. La voglia di urlare che chiamiamo vita. E la libertà che ci gonfia i sogni. Arriverà il giorno in cui partoriremo gioie. In cui …

Broncospasmo.

Broncospasmo.

Oggi ho avuto un broncospasmo. O comunque, una cosa del genere, perchè i bronchi non c’entravano. Ad un certo punto non respiravo più. Tiravo aria come una siringa nella sabbia. Intanto ho pensato a mia sorella. Le è successo. Pensavo a mio nipote. Mai gli deve succedere. Pensavo a mia madre. Non doveva preoccuparsi. A …

Le arance.

Le arance.

Mai. Tu mai. Un giorno la terra mi travolse. Le rubavo i frutti dai terrazzi. E da quella gioia alta ho perso peso. Mi sono convertita in grammi di terrore. Dandomi a te. Che misuri in orologi il mio pulsare. Che ti salvi dal palmo della mia mano. Nessuno saprà mai di me. Nessuno. Della …

L’armata.

L’armata.

A cos’altro dovrò abituarmi? Non si fa più intuire, la vita. E’ uno strappo, una corsa liberata. Un’altra città, scientifica, di santi. E’ una vena tua, dove ghiaccio i miei figli. Ed il silenzio, ferito. Il silenzio. La mia cena, resistenza di dita. Il finale si accende di lotta. Non so più tornare. Sono malata …

Non credere.

Non credere.

Non credere. A tutti quelli che ti dicono di “non smettere di sognare”, che ti dicono che si vive di passione, che ti parlano delle loro follie, dei registri bruciati alle medie, e ripetono: “Che tipo che ero…” con orgoglio. Non credere, a quelli che ti chiamano “bambina” e ti regalano qualsiasi oggetto che sia …

F.

F.

Costi alla mia bocca. Non ti ho riconosciuta. La strada regge segretarie, cani, ombre. E tu. Non ti reggi. Nido di lana. Di pazienza. Minuscola prateria. Curvi la schiena. Non ti tocca l’inverno. Non ti tocca. Hai centinaia di fuochi dentro al petto. La vetta innevata del tuo naso è la meta. Continuano a chiedere …

L’uomo nero.

L’uomo nero.

Ho visto l’uomo nero scrivere poesie virtuali. Stigmate di poesie, minuscoli acconti di poesie. Ed io dal mio quaderno rosso ho prestato i polsi. Chiedo all’uomo nero il rapimento, la possessione, che ho frainteso il senso del discorso, e ho frantumato il cuore, cantando il dolore dei bernoccoli, lisciando per dodici mesi i torti. L’uomo …

I piedi.

I piedi.

Ho smesso di aspettarti. I piedi, qui, mettono radici. Non conosco altra vita. Sono immensa di giustizia in debito. I piedi, i piedi abbondano di salti. Scoppiano di pedali, di pozzanghere. E’ colpa tua la siccità, la morte, la spinta verso il basso che tramortisce il cuore. Te ne sei andata come sei arrivata Afferrandomi …

Risposta.

Risposta.

Tremi silente al mio passaggio, e dopo abbai. Ti infili nella tana strisciando. Sistemi le provviste per l’inverno. Imiti il mio linguaggio, e sei scadente. Ti difendi con coltelli che ti stacchi dalla schiena. E pensi di conoscermi. Di aver capito il mondo. E pensi di svuotarmi pestando i piedi. Bambina mia, piccola stupida bambina …

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