Mercurio.
Liberarsi dalle abitudini, dai gusti, dagli orari. Vivere giorni a più livelli, vedere te in ogni strada che non mi corri incontro, lasciare calcificare i sogni, inacidire. Tu che mi sali dentro come mercurio, e intanto ridere con tutti e ridere di me, seduta dove tu sei stata seduta un giorno, ricaricando la mia spina …
In ascolto.
Mi ricordi le storie misteriose che si raccontano i bambini, l’albero che credevo nero quando invece era solo notte, il vento feroce che trascina la slitta dei fiocchi di neve, quei buchi nel fondale che ad un passo tocchi e in quello dopo muori. Mi ricordi le coccarde rosa e azzurre sui rami quando è …
Selvaggi.
Siamo così disabituati alla tenerezza, all’innocenza, alla gentilezza, che le chiamiamo falsità, debolezza, e ce ne vergogniamo. Le distruggiamo. Le facciamo a brandelli coi denti, come dei selvaggi. Io preferisco passare la vita a cucire pezzi che a sbranarmi la carne per farmi forte. Preferisco morire di dolore che essere felice alle mie spalle. Ph. …
L’impatto.
Quanto pesa la paura? Leggi sul WSI È incredibile quante cose si riescano a pensare prima di un impatto. Quando il corpo è sospeso tra quello che eri prima e l’asfalto. Cose piccole, a volte senza senso. Come se l’archivio dei ricordi esplodesse, e volassero così, davanti agli occhi, delle immagini a caso. Il libro …
Ogni errore.
La nazi-grammar che è in me svanisce completamente quando leggo parole d’amore. Giustifico ogni errore. La mancanza di accenti è la privazione, le lettere ripetute sono lamenti, le h perse sono l’assenza dei sospiri, i verbi mal declinati la paura del tempo, le doppie eliminate perché non c’è nessun’altra coppia al mondo. E quando l’errore …
Conchiglia.
C’è tutto il mare, gonfio di parole. Ma io è te che cerco. Hai messo il tuo soffio in questa conchiglia, la madreperla della tua pelle, qui, nell’incavo profondo dove era vita. Ed io provo a sentirti, ti avvicino all’orecchio, mormorio, ricordo. Ma non ti trovo. E anche se di silenzio, ti poso nella mia …
Lo spazio.
Sopravvivere a un incendio. Leggi sul WSI Dopo giorni lunghissimi, passati a decifrare la lingua degli altri, quella che conosco da quando sono nata, della quale ho parole di circostanza cucite sulle labbra, la fatica mi ghiaccia gli occhi. Ho bisogno del tuo silenzio. Che mi chiama in mille modi. Del tuo volto, che spalanca …
La bugia.
Eppure, in tutti quegli occhi, che battono ancora, sulle tempie, come fatiche di bellezza, ho trovato un segno di quel breve tragitto (lo ripeto ogni giorno nel ricordo), quando guardando fuori dal finestrino ti tremava lo sguardo di dettagli, ed io pensai forte come un urlo, che occhi così nessuno ce li ha. Invece gli …
Ceramica.
Sempre tu, come una corolla rossa, al centro del mio tavolo, al mattino. Tu, nel freddo del pavimento sotto i miei piedi scalzi. Ceramica. Assenza. Come il remo a me opposto, in questa vecchia barca, che io non vedo, ma che mi alleggerisce il viaggio. Come un’impronta che lascio, con ogni mio battito, nel tuo …