Due quaderni.
Amo l’autunno. Le tue gambe si coprono di velo, in fili sottili di voglie che si impigliano alle mie unghie. I piccoli crolli del tuo respiro, le caramelle alla menta forte che ti fanno lacrimare gli occhi. Che c’è da amare? Le foglie muoiono ormai per abitudine. Il mare torna ad essere del mare. Sulla …
L’altezza.
Quando i tuoi occhi apparivano all’altezza dei miei. Non erano questi presagi neri, lontanissimi, che vedo ora. Non erano questi semi di vetro conficcati nella mia terra, che io annaffio di “torna” e che mi sbocciano di “mai”. Questi resti della festa, i carboni fumanti, i crampi nelle cosce mentre corro via da te. Non …
Una piccola guerriera.
Potrei passare notti intere a chiedermi se la rosa secca sulla tua mensola ricorda la mano che l’ha strappata dal cespuglio. Se la odia per averla avvicinata alla morte, o se la ama, per averle dato il compito di diventare un ricordo tuo. Una piccola guerriera che si immola, per un momento di gioia che …
L’ago.
Penso di esserci riuscita, di aver sfilato l’ago conficcato in pieno petto, che mi cuciva notte e giorno alla tua porta. Ed ora cosa sono? L’unica chiave nel tuo mazzo che non apre niente. Un ciglio nero sulla federa del cuscino. Un nome che non chiami quando è pronto il pranzo. Sono la gruccia vuota …
Moby Dick.
Io che mi sento fragile perché non posso metterti un like prima di tutti. Tu che voli e salvi vite come Superman. Io che impiego tre ore a scriverti un messaggio. Tu che catturi Moby Dick in un nanosecondo. Io tutta poesie e lettere d’amore, tu che scarichi pesi immani dalle mie spalle, a mani …