Manco.
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Manco. Luciana Manco
Lo zero.

Lo zero.

Sei un ricordo che arriva come un taglio. Un dolore intercostale mentre mi rialzo. Sei un crampo di fame che non passa. L’unico pane, avvelenato, che mi sazia. Sei il mio zero in condotta. Una stella da latte che strappo via ogni volta che chiudo la porta.

La combinazione.

La combinazione.

Il terrore che mi prende quando realizzo di essere corpo. Un oggetto che può essere schiacciato, che può essere trafitto, che può essere lanciato in aria, atterrando con la forza disumana della gravità di tutti i fatti che leggo sui giornali. La paura che ho di essere visibile, consistente, ingombrante. Una teca di carne che …

La ricerca.

La ricerca.

Arriverà un autunno silenziosissimo. Le parole mai dette, quelle appena pronunciate, muoiono in questa estate che brucia tutto, che fa roghi di germogli. Dimmi che fiore sarai quando smetterò di raccoglierti, quando sarà il caos dei colori. Io continuerò la mia disperata ricerca della tua minuscola corolla bianca.

Le donne.

Le donne.

Amo le donne disperate. Quelle abili a nascondere il dolore, che controllano ogni reazione. Che in casa sono piccole, selvagge, nella loro tana. Che strappano cibo dai fianchi della noia. Che usano le mani fin dentro ai chiodi. Amo le donne che sono disastri, valanghe di esitazioni, piante rare spezzate dal vento, strani innesti, malformazioni. …

La logorrea.

La logorrea.

La logorrea che mi prende quando dal nulla mi esplode il dolore dentro. Un fungo atomico di parole, una spinta che mi scalcia fuori dal silenzio. E mi circondo di risate, ne faccio un nastro segnaletico intorno al mio luogo del delitto, il bianco e il rosso della mia bocca per dirti di non entrare, …

Il corredo.

Il corredo.

  Mi fanno da corredo, li espongo al paese, i tuoi mille occhi ed i fuscelli delle ossa, che non scaldano neanche un secondo d’inverno. E credo di essere ricchissima, ma mi chiamano povera, mi dicono “non hai niente”. Perché ti vedono da sotto, rosa altissima. E da sotto sembri un filo spinato, una prigione. …

Biciclette e treni.

Biciclette e treni.

Respiro e battito. Leggi sul WSI È stato il giorno in cui ho imparato ad andare in bicicletta che ho realizzato che tutto quello di cui avevo bisogno per vivere erano respiro e battito. Potevano essere rotti da un’emozione, dalla paura, dall’amore, dalla fatica, dall’angoscia e sarebbe stato meglio non cadere. Mio padre mi ha …

Ecco.

Ecco.

È quando la sostanza mi uccide, mi fa sparire, che sento il bisogno di apparire, scoperta, esposta. Un trucco di magia al contrario, che mette dove ha tolto, che sorprende per il ritorno. Mi rompo in mille pezzi, ci metto secoli a ricompormi, e poi mostro il lavoro finito, dico: ecco. Semplicemente. Per ripagare il …

Il rebus.

Il rebus.

Ti vedo accanto a me in questo specchio, e siamo un rebus mai risolto, in cui i miei occhi sono solo un articolo indeterminativo, una sillaba finita dentro i tuoi.

La materia.

La materia.

Faccio pagare a tutti la colpa di somigliarti, nel sistema circolatorio, nelle valvole cardiache, nel movimento degli occhi. Come si permette un qualsiasi uomo, una qualsiasi donna, di appartenere al dono della tua carne. Mi disturba saperti della stessa materia di cui sono fatti quelli che distruggono i miei sogni. Ph. Angie López – Angie …

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