Manco.
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Manco. Luciana Manco
In bocca.

In bocca.

Le tue spalle chiare. Piccole. Da scriverci parole solo mie, parole piccole. Appunti di cose che non voglio perdere e che poi lascio cadere nel vuoto immenso oltre la tua pelle. Mi vieni in mente così. Mentre il treno fa vibrare l’intero peso della mia esistenza. Tu mi compari così. Come compare la linea retta …

Bianco.

Bianco.

Mi vivi qui. Mia preghiera della sera. Qui in questo spazio bianco Tra tutte le mani mie, tra tutte le voci mie. Mi vivi qui. Come un organo che dimentico. Come un colpo che prendo in pieno. Qui. In questo petto gonfio e sgonfio di te. In questa cassa toracica che è la tua gabbia. …

Bambole.

Bambole.

Forse è vero che i ricordi si incastrano negli occhi. E rendono difficile la vista, e spaccano in due lo scenario, ti fanno vedere doppio come bere botti di vino, oppure vedi niente che non è nero ma è niente. Io ricordo quello che sentiva la mia barbie quando la lasciavo cadere nel mare. Sento …

Tornare.

Tornare.

Vorrei tornare alle mensole troppo alte, all’amore rinnegato per farsi forti e poi pianto nei libri per farsi vivi. Ai compiti in classe, alla mia bicicletta rossa, ai pattini, al mio cane. Vorrei tornare a quando ho imparato la paura con lezioni ben scandite e dettagliate e impormi di non ascoltare. Di morire, piuttosto. Ma …

MMM

MMM

Sei forse tu che fomenti l’amore come si fomenta l’odio, e lo chiami cosa stupida e lo scalci come una lattina. E non hai tenerezza per niente, nemmeno per il bene mio che ti cade dalle tasche. E non tenti nemmeno un sorriso, mentre apro la finestra su di te che sei fuori e sei …

L’uscita.

L’uscita.

Ti muovi. Schivi le luci. Una sigaretta spenta tra le labbra. Stai facendo finta, ma io lo so. Io lo so che non andrai via. Finché ci sarà ancora qualcuno a dare un senso alla tua assenza. Tu resti. I monti, i morti, non cercano l’uscita. Non trovano l’uscita. Cosa vuoi ricordare? Cosa posso riportare …

Scegliere.

Scegliere.

Poteva essere il diluvio. Il mio piccolo ombrello che non ci copre nemmeno la fronte. E il mio cuore ha un nome stupido da poeti. Qui è un garage. Passano. Sostano. Vanno via. Spesso tutto è completo e qualcuno si scorda di pagare. Nessuno vive, qui. Nessuno fa colazione, qui. Nessuno cammina scalzo, si distende, …

L’ora sacra.

L’ora sacra.

Io non so dire con parole eterne quello che è stato, quello che sarà. Io non conosco le sfumature, l’incrinarsi. Non conosco lo sbadiglio, il prezzo delle cose, la poesia. Conosco l’assoluto, il boato, il non ritorno. Il sonno eterno, il furto, la rovina. Sei triste? Mi chiedi. E sono triste, ma dico: No. Perché …

L’ignoranza

L’ignoranza

Io non ho studiato niente per arrivare ad essere quello che sono. Infatti sono niente, perché quello conosco. Ho solo amato, perdonato, letto, aspettato. Ho lasciato le parole difficili a quelli che le pronunciano come se fossero facili. Per me ho tenuto il pane. Per me e per la famiglia dei miei più primitivi bisogni. …

Il Nero.

Il Nero.

Lentamente, caduta nel tuo specchio. Mantengo la mia posizione, come un astro, come un monte. Tu porpora nelle pieghe e acqua nelle valli. Inizia a fare male la curva delle mie spalle. “Accendi la luce.”. E sei terra di carta bianca. Io un bracciante che ti germoglia il ventre. Ti avrei bevuto il sangue. Leccato …

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