Corteo.
Imbattersi in un corteo di studenti. Ricordare. Non so se imbarazzarmi o commuovermi per quella fase primordiale del sognare, che era anche mia, che è uscita squarciata anche dalla mia voce. Prima rifiutare, poi fondersi. Prima tagliare l’aria con braccia tese e aste di bandiera. Poi passare lì in mezzo quatta come una talpa, dire …
Nodi.
Si fanno nodi alle dita per ricordare i torti. Nodi che poi stringono troppo, e te le staccano, le dita. Non puoi più accarezzare. Non puoi più toccare. Non puoi più stringere altre mani. Non puoi più arrivare in fondo alle cose belle, che dormono dentro vuoti profondi. Alti come le dita che avevi. Ph. …
Non capisco.
Io non so essere dolce. Non capisco i mali che ci obbligano a pensare. Il mistero del ricordo che attacca come un cancro. Non capisco i rumori che costringono all’immobilità. Che chiamano il terrore. Non capisco la terra su cui ci appoggiamo. La gioia di ovatta che ci abbandona con le nostre madri. Non capisco …
Arti vivi.
Quelli che ti dicono che devi prendere decisioni drastiche, che devi eliminare le tue situazioni instabili per iniziare a vivere, mentono. Se il tuo braccio non è ancora in cancrena non tagliarlo. Certo, ci si abitua a vivere senza braccio. Si può essere felici senza quel braccio. Ma non lo riavrai più. Non ti ricrescerà. …
Io, 1993, 12 anni.
“Bisogna che si smetta di cantare, Che ogni musa ritorni sull’altare. Che finiscano gli scherzi, Che si dia il via ai pianti. E banchetti di acqua e pane, E la morte del giullare. Che l’anima diventi muro per fermare le persone. Che i tuoi occhi smettano di essere pozzi e tornino a guardare. Senza trappole. …
Il monumento.
Mi hanno appoggiata qui, che mi sembra di essere ferma come un monumento. Invece posso muovermi. Posso fare leva sui tuoi occhi, sulle tue mani. Con tutta la mia forza. Posso capovolgerci. Posso farci cadere giù, in un giù che non so cos’è, dal quale ci difendo. Mi tengo a te, ti tieni a me, …
La radice.
Sono nata tanti passi dopo i miei primi passi. Intanto questa radice nutriva te. Finiranno le combinazioni di parole. Finirà quest’ora e mezza di incoscienza. Programmiamo gli errori. Diamoci un orario. Un portone che si chiude. Ignoriamo le esistenze laterali. Traduciamoci le lingue tra le gambe. Colpiamoci senza chiederci scusa. Fingiamo che tutto vada bene. …
Quando sarò grande.
Quando sarò grande ti porterò in giro per le strade e romperò tutte le dita magre degli alberi che ti spaventano. Quando non avrò più sette anni smetterò di piangere perché mi vergogno di piangere, di scottarmi i piedi sui lutti roventi come catrame. Finirà la scuola ed io sarò sufficiente, e farò vacanze al …
I due mondi.
Ho scelto. E ho scelto me. Ho scelto per tutti. Come il sole che vendica gli incubi. Li asciuga come muffa e poi te li apre negli occhi. Un po’ ti salva, il risveglio. E un po’ ti getta fiori sulla fossa. Nella mia terra primitiva la gioia canta come una preghiera. Il tempo oscilla …