Manco.
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Manco. Luciana Manco
Memorizza questo giorno.

Memorizza questo giorno.

“Sbocciano, i fiori sbocciano… ” Leggi sul WSI Sei salita su questo treno di corsa. Hai l’affanno, le guance rosse. Non eri qui ad aspettare, hai sentito quel ciuff ciuff che solo qualche anno fa ti ha insegnato il Sapientino, e ti sei staccata dall’asfalto come una foglia al margine del binario. Sei saltata su, …

Il tappo.

Il tappo.

Ci sono cose che sembrano eterne. Finché non ne vedi il tappo, l’evaporazione del tutto. L’esatta dimensione del mondo, che nel Niente è coriandolo. Ed ogni cosa sfugge e ritorna ad essere parte del vuoto. E tu dimentichi completamente il per sempre, sublimato nell’addio. Ph. Amanda Charchian

La scoperta del fuoco.

La scoperta del fuoco.

Se mi chiami costruirò un rifugio… Leggi sul WSI Sei stesa sul pavimento, la testa appoggiata sulle gambe di tua sorella, indossi jeans strappati e una maglietta nera. Hai tredici anni, la frangetta, i capelli lunghi, mossi. Sei piatta come una tavola da surf. Pesi quarantacinque chilogrammi. Sei bianca come un cadavere. Hai sopracciglia folte. …

Senza danno.

Senza danno.

Se si potesse, sempre, far confluire i flussi, smuovere le cellule, spingerle tutte contro altre cellule. Amalgamare gli universi, estrarsi le rocce dal petto e farci un regno tutto intorno. Invece, forse, non lo so, si deve solo riabbassare il telo, bruciare senza danno, dietro un palmo di mano, bramando il vento. Ph. Edie Sunday

Nuovi.

Nuovi.

Quest’ora riavvolge la vita e tende il nastro. Qualcosa si rompe, si perde per sempre. Fare un gesto nuovo che vorrei raccontarti. Senti. Quando temo il tempo e sono in piena nostalgia, sai cosa penso? Che erano già morti prima che noi nascessimo i ragazzi della via Pàl, quelli del libro Cuore, figuriamoci quelli dello …

Lettera d’amore.

Lettera d’amore.

La scrittura è un’eterna lettera d’amore. Ph. Martina Matencio

Derive.

Derive.

Il mondo sommerso Leggi sul WSI Ti vedevo dall’alto. Nettamente. Della folla tu eri l’occhio. La tua testa l’iride accesa di bellezza. Le spalle bianche, ampie. Il movimento lento, tuo. Tra tutti i muri, le scale, le ringhiere, gli ostacoli naturali e innaturali che si contrappongono a noi, come i promessi sposi della periferia est …

Appena nati.

Appena nati.

Prolungare al massimo questo brusco stacco dal muro del giorno alle lunghe ciglia della notte, dove tutto è concesso e le parole luccicano di senso e le strade si stiracchiano di nero. E tu diventi un pochino più distante e come me sei nel calduccio di una parola infantile che ha inventato la mamma di …

1784 – Paolo Benvegnù

1784 – Paolo Benvegnù

Lei non ha più bisogno di credere e accarezza le gambe ai suoi demoni e come neve scioglie e confonde il silenzio di un inverno che non può nascondersi poi diventa luce che non tradisce nessuno come il fuoco che si sa fermare è un coltello che non vuole fare male e nei suoi occhi …

Troppo tardi.

Troppo tardi.

Siamo tutti la stessa cosa, una enorme solitudine, una enorme bolla di silenzio. La luce pesa. Il cuore ci restituisce il danno. Cerchiamo il segno di chi si è perso, il colpevole che ha spazzato via le briciole dal sentiero. E frantumiamo, ora, troppo tardi, il nostro pane. Quando nessuno ritroverà la strada. Quando un …

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