Monetina.

Monetina.

Ogni cosa, in me, è senza equilibrio. Annullo e creo, uccido e salvo. “Ti è successo di tutto”, diceva oggi mia madre. Ma quel tutto, io, me lo perdo nei capelli, quando c’è vento come stasera, e divento stella filante, divento coriandolo, mentre la gente mi balla intorno, ed io muovo un bicchiere mezzo pieno come un direttore d’orchestra ubriaco. E tutto il male via, dalla punta dei capelli, sparpagliato al mondo, dimenticato. Per quell’attimo prima dell’arrivo di una mano, che lo raccoglie dalla mia nuca, per soffiarmelo bacio sulla bocca, per farlo sparire monetina dietro il mio orecchio da bambina.

Ph. Laura Zalenga 

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